venerdì 13 luglio 2007

Colpa dei napoletani

Le conseguenze estreme del’interruzione del rapporto cittadino-politica, quando l’aver mal operato non comporta l’esclusione dal sistema di governo e di responsabilità, i napoletani che adesso si indignano ma che non cacceranno via le persone che li stanno intossicando di monnezza

Non c'è giustificazione che tenga, la monnezza di Napoli si fa urlare vergogna da tutto il mondo. Non potremmo dirci, noi italiani, in un paese civile finchè l'ultimo sacco di immondizia non sarà stato tolto dalle strade. Perché è chiaro che una situazione così disastrosa non si crea da un momento all'altro ma ha sempre delle radici, dei disservizi di fondo che nascono lontano; e allora dove erano gli amministratori quando le discariche chiudevano senza individuare nuovi siti, quando i primi cumuli nauseavano case e vicoli, e dove erano i napoletani? Che questa emergenza avesse potuto verificarsi altrove, non ci credo. E' accaduta in Campania, la patria dell'abusivismo, del tiramo a campà, dello stato che non c'aiuta, del tanto c'arrangiamo, del passo col rosso tanto lo fanno tutti, del casco non me lo metto che mi spettina. Non avete più scuse, amici napoletani, non siete più simpatici, non ci sembrate più una città di furbi, non ci fate più ridere. Ci fate vergognare. La vergogna di sapere che i consolati americani sconsigliano per motivi sanitari ai loro connazionali di andare a Napoli. Ma più in generale, la vergogna di essere incapaci di governare, di scegliere i propri rappresentanti e soprattutto la vergogna di non cacciarli quando non si dimostrano all'altezza del bene comune.

Approfondimenti:
Napoli siamo noi, Giorgio Bocca, ed. Feltrinelli

domenica 8 luglio 2007

L'illusione di Kyoto


Come funziona il Protocollo di Kyoto in pratica, quanto costa ad ogni famiglia italiana in tasse e bollette, chi ci guadagna e perché non salverà il mondo

Come funziona in pratica il protocollo di Kyoto

C'è una legge in Italia, il Decreto Legislativo 216/06, che definisce quando una azienda debba entrare a far parte del sistema deciso nel protocollo. Tutte le aziende interessate richiedono allo stato delle quote disponibili di CO2, espresse in tonnellate, a seconda di quante ne avevano consumate i tre anni precedenti. Lo stato ne assegna un po' di meno di quelle che servirebbero, nell'ottica di diminuire le emissioni totali del 6,5% (per l'Italia) entro il 2012. A questo punto l'azienda deve costituire un sistema di gestione che monitorizzi le emissioni di anidride carbonica che produce, quindi deve, a seconda dei suoi cicli produttivi, fare prelievi, analisi, calcoli e stime che diano un conteggio di quante tonnellate di anidride carbonica abbia emesso in atmosfera in un anno. Alla fine di ogni anno, entro Aprile, l'azienda deve chiamare un ispettore di un ente di controllo, autorizzato dal ministero dell'ambiente, che verifica i conteggi in base ai documenti aziendali ed a una ispezione agli impianti. L'ispettore scrive un rapporto e propone al suo ente di convalidare, o di non accettare, i conteggi fatti dall'azienda; in caso positivo l'ente emette un certificato che autorizza l'azienda a comunicare al ministero dell'ambiente il conteggio riscontrato. Ora, se le tonnellate emesse sono minori di quelle ricevute in quote allora è una azienda virtuosa, e non solo non deve pagare altro, ma può vendere le quote avanzate nei Mercati delle Emissioni appositamente creati a livello mondiale. Se invece ne ha consumate troppe, allora ha poche possibilità: o compra delle quote dalle aziende virtuose, oppure paga una multa pari a 40€ per ogni tonnellata di troppo. Altra possibilità è fare degli investimenti nei paesi in via di sviluppo finalizzati alla riduzione in quei luoghi di emissioni di CO2, cosa questa che fa guadagnare altre quote.

Quanto costa ad ogni famiglia italiana

Il protocollo di Kyoto, naturalmente, costa. Costa alle aziende che devono implementare il sistema descritto sopra, perché devono assumere dei consulenti che le dicono come effettuare i conteggi, pagare le analisi di laboratorio necessarie, dedicare delle risorse umane alla gestione ed alla implementazione del sistema, pagare l'ispettore e l'ente di verifica, e infine, se come succede quasi sempre hanno prodotto più anidride carbonica di quella concessa, pagare le sanzioni risultanti oppure comprare altre quote, per spese che possono essere di alcune decine di migliaia di euro come di milioni di euro per le aziende più grandi. Ed a pagare siamo tutti noi, attraverso i prodotti che compriamo e attraverso le bollette dell'energia consumata. Infatti tutto il sistema si traduce in costi di produzione maggiori, e di conseguenza di prezzi dei prodotti maggiori. Per i prodotti di normale consumo il prezzo viene calmierato dal mercato di libera concorrenza, ossia l'azienda che vende un prodotto si accolla gran parte di questo aumento per rimanere competitiva nel mercato, mentre nei regimi di monopolio come è stato finora quello dell'energia elettrica per le famiglie, il 100% del costo sostenuto dall'Enel viene riversato direttamente in bolletta (circa il 2% della bolletta). Infatti l'Enel non era tra le aziende virtuose, checché ne dica la pubblicità, e ha dovuto acquistare milioni di euro di quote di CO2 per i consumi in eccesso, facendocele pagare a noi.


Perchè il protocollo di Kyoto non salverà il mondo

Prima di tutto perchè ci sono buone possibilità che il mondo si salvi da solo. Dal grafico che vedete riportato infatti si vede che la temperatura media della terra negli ultimi 420.000 anni ha subito delle oscillazioni periodiche in concomitanza con alcuni cicli del nostro sole. Quindi la maggior parte del riscaldamento globale è dato dalla maggior radiazione solare che investe la terra, e non dalla produzione di CO2 dell'uomo. Di conseguernza quando questa fase solare sarà passata, le stagioni riprenderanno il loro normale corso, come è avvenuto anche in passato. Poi c'è da dire che i due maggiori produttori di anidride carbonica nel mondo, Stati Uniti e Cina, non hanno sottoscritto il protocollo di Kyoto, rendendo poco importanti gli sforzi degli altri stati partecipanti. Inoltre la CO2 non è l'unico gas serra, ma ne rappresenta solo una piccola quantità essendo la stragrande maggioranza della responsabilità dell'effetto serra dovuta all'umidità dell'aria, ossia... alle nuvole. Ora, sembra che raggiungere una diminuzione del 6,5% nelle emissioni di Gas Serra nel 2012 per l'Italia, e per altre stati, sia un obiettivo impossibile (è meno difficile per gli stati che posseggono centrali nucleari), e saremo costretti a pagare, come nazione, delle sanzioni di miliardi di euro. Ma anche se riuscissimo nell'obiettivo, tale riduzione sarebbe pressoché ininfluente di fronte alle variazioni climatiche dovute alla radiazione solare. Conclusioni: stiamo facendo degli sforzi nella direzione sbagliata, e i dati per capirlo sono alla portata di tutti.

Andamento della concentrazione di CO2 (in verde) e della temperatura (in blu) della Terra negli ultimi 480 mila anni; gli aumenti dell'ultimo cinquantennio sono in linea con le oscillazioni periodiche correlate all'entrata in fase, ogni circa 100 mila anni, di alcuni cicli solari (Petit et al., 1999).


Ma allora chi ci guadagna?

A guadagnarci sono tutti quelli che lavorano nel campo dell'Emisison Trading, intanto, come consulenti aziendali, chimici, laboratori analitici. Tutto il sistema di controllo, enti autorizzati, ispettori. Tutti quelli che fanno allarmismo e vendono libri. I politici che guadagnano voti con l'ambientalismo demagogico. E' facile capire come tutto questo, moltiplicato a livello mondiale, fa girare miliardi di dollari. Si pensi inoltre che è stato creato un intero nuovo mercato, per lo scambio di quote di CO2, con quotazioni aggiornate e possibilità speculative enormi, essendo un mercato poco conosciuto e molto instabile. E comunque nel libero mercato far girare soldi produce sempre benessere, ma per pochi, a scapito delle piccole e media aziende che non hanno risorse per accedere ai meccanismi più redditizi del mercato delle emissioni, e dei contribuenti e consumatori che finanziano, quasi sempre inconsapevoli, tutto questo bel gioco.

Conclusioni

Il riscaldamento globale è una realtà, minacciosa, innegabile. La nostra generazione rischia di conoscere sconvolgimenti climatici come non ce n'è memoria a livello storico; proprio per questo lo sforzo a livello mondiale deve essere enorme, ma ben indirizzato. Prima di tutto deve essere convogliato negli aiuti a quei paesi che non hanno mezzi propri per arginare alluvioni e desertificazioni. Poi deve essere investito nella ricerca e nella tecnologia di nuove fonti energetiche e del miglioramento delle esistenti, nelle biotecnologie per migliorare le produzioni agricole e renderle più resistenti. Soprattutto deve essere superato Kyoto e le sue inefficienze di fondo, e creato un meccanismo globale, con tutti dentro, che gestisca i cambiamenti che ci aspettano.


Approfondimenti:
Variazioni climatiche, Adriano Mazzarella, Prof. Climatologia Università di Napoli Federico II
Mutamento climatico, Wikipedia (in inglese, la pagina in italiano è ancora molto lacunosa)
Il sistema Europeo di Emission Trading, Laura Monni, ambientediritto.it


sferoattualità

lunedì 2 luglio 2007

Il panorama negato


Si viene a sapere che in Italia non si possono fotografare e pubblicare opere di architetti in vita o deceduti da meno di 70 anni; contrariamente a quanto succede nel resto del mondo civile e incivile, infatti, in Italia vige la legge 633/1941 per cui non vale il principio che il panorama è di tutti. Questa mostruosità legislativa del Regno d'Italia farà rimuovere da Wikipedia le opere architettoniche più famose, dalla Stazione di Milano alla Chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, togliendo la possibilità al mondo di godere di quelle (poche) opere moderne di cui possiamo essere orgogliosi. Ancora una volta quell'aborto burocratico che è la SIAE contribuisce a tenere l'Italia in uno status di inciviltà utile a pochi e ingiusto per tutti, umiliando la cultura e la libertà di informazione: per capire la gravità della situazione italiana basta confrontare per esempio questa pagina, riferita all'Annunciazione di Leonardo conservata al Museo degli Uffizi, del tutto priva di riferimenti fotografici, con l'equivalente in inglese, in cui l'immagine dell'opera è effettivamente presente (e questo vale per qualsiasi altra lingua in cui la pagina è tradotta). Il motivo nella fattispecie è una diffida inviata a Wikipedia a pubblicare contenuti conservati nei musei fiorentini, e che ha censurato solo il pubblico italiano privandolo della visione delle immagini delle opere durante la consultazione della più grande enciclopedia del mondo. Analogamente, l'opera di un architetto italiano vivente fotografata in un altro stato potrebbe circolare liberamente in rete mentre la fotografia scattata alla vostra ragazza sotto il Pirellone non può essere pubblicata nel vostro Blog a meno di chiedere l'autorizzazione ai detentori dei cosiddetti diritti. Ma con questo principio, in teoria, qualsiasi edificio moderno costruito in Italia nell'ultimo secolo non può essere pubblicato, perché qualcuno che avrà firmato il progetto ci sarà pure e se lo volesse potrebbe sempre rivalersi per lesione del diritto d'autore; vedremo presto cancellare le immagini di città intere dalla Rete prima che i burocrati italiani muoiano finalmente di vecchiaia?

P.S. Nella foto ci sono io perplesso davanti al Museo della Scienza di Santiago Calatrava a Valencia (ne parlo qui), un complesso che non incontra molto i miei gusti ma se nell'immagine stessi ammirando un'opera in Italia non avrei potuto pubblicarla.

Approfondimenti:
Wikipedia cede al diritto d'autore italiota, Punto Informatico

Diritto di Panorama, Wikipedia
Legge 633/1941


sferoattualità

martedì 26 giugno 2007

Figli di una galassia minore

Una recente teoria, allo stesso tempo suggestiva e angosciante, ipotizza che il nostro sistema solare, Terra compresa, non appartenga alla Via Lattea come da tempo ormai abbiamo imparato a conoscere bensì a questo strano ammasso di stelle, diecimila volte più piccolo della prima, chiamato Galassia Ellittica Nana del Sagittario. L'entità celeste in questione è una galassia ellittica che gli scienziati conoscono essere sotto l'influenza gravitazionale della Via Lattea, e che si sta letteralemte sfilacciando fagocitata dalla ingombrante vicina. In uno di questi filamenti ci troveremmo dentro noi, catturati ormai nel piano dell'ellittica della Via Lattea ma generati quindi nel seno di un altra madre. Le osservazioni sulle quali nasce l'ipotesi si basa sull'angolo che il nostro sole compirebbe intorno alla spirale maggiore, differente da quello delle stelle intorno e che quindi sarebbe dovuto ad una direzione iniziale differente, cioè all'orbita polare che l'altra galassia sta compiendo intorno alla Via Lattea (come nella simulazione qui accanto). In definitiva la Terra ed il sistema solare avrebbero avuto origine nella Nana Ellittica del Sagittario (se si dimostrerà vera la teoria propongo di trovare un nome nuovo un pò più rispettoso...), e quando questa ha iniziato a collidere con la Via Lattea volteggiandole intorno, pezzi di filamenti stellari sono rimasti inglobati nella galassia maggiore. Nell'articolo si spingono anche a proporre spiegazioni per una energia solare in eccesso dovuta allo strano moto del sole all'interno della Via Lattea, che porterebbe ad instabilità periodiche come quella che sta contribuendo al riscaldamento globale, ed alla presenza di vita sulla Terra che sarebbe stata favorita proprio dalle condizioni particolari che favoriscono la disponibilità di carbonio, mattone fondamentale per la chimica organica ed il DNA. Tutto questo non ci cambierebbe molto, umanamente parlando, dato che la collisione avviene nell'arco di milioni di anni, forse miliardi, ma ci sposta ancora più dal centro dell'Universo dove eravamo prima della Rivoluzione Copernicana, e ci pone in una posizione precaria, orfani di madre e in un'orbita non ancora ben definita. Ma dopo che la realtà non esiste più, perdere anche una legittima maternità non dovrebbe essere un colpo troppo duro da sopportare.

Approfondimenti:
Il nostro sole è di un altra galassia?, Bad Astronomy
Università della Virginia:

La nostra galassia è un cannibale (in inglese, fonte della foto piccola)
Steven R. Majewski (in inglese, autore dello studio sulla Nana del Sagittario)


sferoscienza

Modificato il 30/06/07 da bandolero

venerdì 22 giugno 2007

Sferoidale è censurato in Cina

Magari era da aspettarselo visto che qui si parla senza remore di tutte le censure, ma pensare che ad un sesto della popolazione mondiale è vietato accedere a questo blog, fa quasi paura. Su questo sito potete infatti controllare se un url web sia o no bloccato dal governo cinese. La Cina è senz'altro, per numero, il più grande censore del mondo in quanto il governo comunista si è prefisso di impedire ai propri concittadini di accedere a qualsiasi sito mondiale che non sia giudicato conforme nei suoi contenuti. Anche se per i più esperti questo tipo di censura risulta facilmente aggirabile, in realtà si tratta del più grande esperimento di controllo a livello globale da parte di un governo o istituzione, aspirando a controllare la navigazione di un miliardo di persone, ed è un esperimento che sviluppa una tecnologia utilizzata poi anche da altri stati, compresa l'Italia, per oscurare indirizzi giudicati in qualche modo pericolosi. L'italia utilizza tale tecnologia per combattere siti pedopornografici situati su server esteri e quindi non sequestrabili dalle forze di polizia, e più discutibilmente anche per siti di casino online non conformi alla legge italiana (leggi: che non versano denaro nelle casse dei monopoli di stato). Anche se quest'ultima trovata dell'ultima finanziaria è caduta sotto i colpi del Tar del Lazio che l'ha giudicata illegittima, fa specie notare come anche i nostri beneamati politici possano lasciarsi affascinare dalla metà oscura del controllo.

Approfondimenti: FAQ su Great Firewall of China

sferoattualità

lunedì 18 giugno 2007

Il Gay Pride, il traffico e le uova marce


E' una questione semplice: l'ostentazione da fastidio, sempre. Mi chiedo quale sia l'obiettivo di questa gente; dovrebbe essere, da un punto di vista di pura comunicazione, quello di dimostrare di far naturalmente parte della società invece di far passare un messaggio del tipo siete costretti ad accettare il modo in cui ostentiamo le nostre preferenze sessuali. E' una costrizione mediatica perché se ne parla da settimane e settimane prima, si ascoltano opinione e dibattiti, e la sensazione complessiva è quella di essere di fronte ad un problema invece che ad una affermazione di libertà. Il risultato è generare reazioni contrarie, magari in puro stile provocatorio come il basta froci che ha tappezzato Roma; lontano dalle condanne politiche e dalle dichiarazioni ufficiali quella frase stampigliata sui muri cavalca l'onda generata dalla stessa manifestazione, e si diffonde un "c'hanno ragione" latente negli occhi dei romani divertiti. Ed è vero che c'è troppa ostentazione di omosessualità, al cinema, in televisione, con una predominanza rispetto alle rappresentanze reali nella società marcatamente sbilanciata, e l'accettazione cordiale ricevuta attraverso quei mezzi straordinari corre spesso sul filo dell'esagerazione; la volgarità del Gay Pride è una cannonata a quell'equilibrio. Ci si renderà conto che nei fatti di Mosca, dove poliziotti russi hanno preso a pugni parlamentari europei e attivisti omosessuali che protestavano contro il divieto di sfilare, mentre anziane massaie ortodosse tiravano uova, ebbene lì la gravità più grande non sta nell'accaduto di cronaca, bensì nella ilarità che si è diffusa (avete sorriso sapendo delle uova, vero?) e dal pericoloso, leggero senso di rivincita che quelle immagini hanno fatto provare a tanti, basti aver sentito i commenti nei bar o negli uffici. E dire che è proprio in quelle piazze che avrebbe senso manifestare per le libertà, è troppo facile paralizzare il traffico di Roma e pensare di aver cambiato il mondo.

sferoattualità

mercoledì 13 giugno 2007

Lettera per far passare lo zio a Linux

Dieci motivazioni , preconfezionate, da spedire allo zio o alla ragazza per convincerli ad usare GNU/Linux al posto di Windows

Perchè dovresti provare ad usare Linux:

1) Non devi comprarlo. Se hai una attività professionale risparmi il costo della licenza di Windows per ogni computer che usi. E, in questo modo, è legale.

2) Non devi cancellare Windows. Puoi tenerlo sullo stesso Hard Disk e scegliere all’accensione del PC quale sistema caricare, e lasciare una opzione automatica nel caso non avessi voglia di scegliere. Lo so, non si è mai abbastanza pigri.

3) Non devi comprare un antivirus, e non devi preoccuparti di tenerlo aggiornato. I virus per Linux sono praticamente inesistenti. E quindi non ti si succhia il 10% della potenza del PC per analizzare ogni singolo file in uso. Certo, bisogna rinunciare alle pagine porno che ti si aprono da sole sullo schermo.

4) Non è più complicato di Windows, specialmente se lo utilizzi per l’ufficio o per navigare in Internet. Anzi, è anche più facile, e infinitamente più sicuro. E non dare retta, che Youtube funziona lo stesso.

5) Non devi cercare i driver per le tue periferiche, in particolar modo se hai un PC con una configurazione standard; allora è anche più immediato di Windows perché i driver li ha già tutti lui e li mantiene aggiornati.

6) E’ più bello di Windows Vista e ha più effetti speciali, se ti piacciono, utilizzando dei programmi che si chiamano Compiz oppure Beryl. Wow. In più puoi personalizzare tutto il desktop, facilmente e in breve tempo; colori, tipo di bordi delle finestre, trasparenze ed ombre. Puoi anche appiccicare la barra del menu di sopra, o di lato, o accorciarla, o toglierla.

7) Installare un programma è più semplice che da Windows, si fa partire un altro programma che ti fa scegliere quello che vuoi da una lista e te lo installa da solo. Sì, anche i giochi.

8) Se conosci un Geek (un appassionato di computer che di solito usa Linux) sei a cavallo: basterà dirgli che vuoi abbandonare “Uinzozz” (diglielo proprio così) e per sua religione sarà felice di lasciare eventuali mogli e figlie in vacanza per venire ad installarti lui stesso Linux. Se poi farai vedere di essere contento e di meravigliarti quando ti fa vedere gli effetti speciali del desktop, stupidate del tipo delle finestre che diventano gelatina quando le muove, si dimenticherà anche della cena che gli avevi promesso e ti sarai guadagnato assistenza tecnica gratuita a vita. Se non hai un amico così, in Internet ne troverai a centinaia (la chiamano “la comunità”).

9) Linux ha molte “Fragranze” tra cui puoi scegliere. Si chiamano “Distribuzioni”, e le ultime che sono uscite sono molto carine e funzionali. Le differenze tra le une e le altre le imparerai con il tempo, per molti Geek sono come la squadra di calcio per cui fanno il tifo. Alcune Fragranze con cui iniziare potrebbero essere “Ubuntu 7.04” oppure “Fedora 7”, ma se hai un amico Geek potrebbe consigliarti quella che piace di più a lui. Non lo contraddire, o si arrabbierà molto su questo argomento.

10) Il nuovo Windows Vista, ancora non lo sai ma possiede alcune tecnologie di controllo e di vera e propria censura che potrebbero essere attivate in qualsiasi momento, e che per certi versi sono già attive, che ti impedirebbero per esempio di ascoltare la tua raccolta di MP3, di provenienza non certa , o di copiare un mp3 acquistato in rete sul tuo lettore portatile, o in genere di far funzionare cose che non siano state previste dalla Microsoft. Il problema in questione sono le tecnologie DRM, che sono integrate in Vista e non possono essere disabilitate dagli utenti. E' un pò come se non fossi più completamente il padrone del computer che hai comprato, limitando di fatto la tua libertà.

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